Aspetto caldo e accogliente, studio ben illuminato e ben arredato con immagini artistiche e musica rilassante. La paura del dentista e l’ansia che tutti proviamo prima di sostenere una visita ortodontica incide negativamente sulla nostra presenza negli studi dentistici che si svuotano costringendo gli specialisti a correre ai ripari. Ecco così che gli studi cominciano a proporre ambienti antistress, tecniche di comunicazione e metodi antidolorifici.

In un brillante articolo su Repubblica.it la giornalista Annamaria Messa ci informa che c’è chi, “per allontanare l’ansia della famigerata “poltrona”, accoglie i pazienti nel suo studio dentistico con un fragrante odore di pane caldo. Un dentista indonesiano ha invece collegato la turbina del suo trapano a un lettore mp3 sostituendo rilassanti brani musicali al fastidioso sibilo che tanto spaventa i pazienti”.

Non sappiamo se queste informazioni siano corrette o meno ma indubbiamente sedersi sulla poltrona del dentista crea una notevole ansia a tutti ed è indubbio che tecniche di comunicazione messe in atto dal dentista, atte a tranquillizzare il paziente ed a metterlo a suo agio, siano efficaci.

Ma il paziente odontofobico ha un vero e proprio terrore del dentista e non vuole saperne di avvicinarsi alla poltrona né tantomeno entrare in uno studio. Accelerazione cardiaca, sudore, tremori, capogiri, vertigini, sino allo svenimento. Questi i sintomi di un paziente odontofobico che non ne vuole sapere di curarsi proprio per non trovarsi di fronte a simili situazioni. L’odontofobico non può essere curato con i sistemi tradizionali o quelli riservati ai pazienti che hanno un timore lieve o moderato nell’intraprendere cure dentistiche e che sono quindi mediamente collaborativi.

Il paziente odontofobico va curato in strutture cliniche specializzate da equipe mediche preparate ed in grado di offrire cure di alto livello in piena sicurezza. L’Anestesia generale, in questi casi, offre un ottimo rimedio per eseguire tali cure con estrema efficacia in una sola seduta.