Intuire il perché della paura del dentista non è molto difficile. Chi di noi entra in uno studio dentistico o si siede sulla poltrona odontoiatrica volentieri? Io credo nessuno e l’ansia che precede una visita per un trattamento dentale è comune a tutti.

I motivi di questo stato di disagio sono evidenti. L’ambiente di uno studio dentistico, gli strumenti usati da questo, come il trapano o le siringhe per l’anestesia, costituiscono un forte stimolo ansiogeno. Ma la causa maggiore del nostro disagio di fronte alla poltrona di un dentista è data dal fatto che questo opera in una delle zone più intime del nostro corpo: la bocca.

La bocca è una delle zone più sensibili al dolore del nostro corpo ed allo stesso tempo una delle più intime dato che costituisce un organo primordiale delle nostre emozioni. Non bisogna certo scomodare Freud, secondo cui la bocca è l’organo più importante per l’appagamento delle pulsioni: succhiare, mordere, masticare, per comprendere che è uno strumento di prima gratificazione, in quanto il bambino alla nascita è subito alla ricerca del latte materno, ma anche di prima difesa usato per mordere, mangiare, parlare.

E’ inoltre una delle parti del nostro corpo sempre esposta, notata per prima e di cui si ha più pudore. Facile quindi comprendere la riluttanza nell’aprire la bocca, nel mostrarla cosi da vicino, nel consentire al dentista di inserire strumenti spesso molto invasivi.