Il termine fobia (dal greco φόβος, phóbos, “panico, paura”) indica un’irrazionale e persistente paura e repulsione di certe situazioni, oggetti, attività, animali o persone, che può, nei casi più gravi, limitare l’autonomia del soggetto, ma che non rappresenta un reale pericolo per la persona.

 

Paura esagerata, aumento della sudorazione, senso di soffocamento, tachicardia. Addirittura nausea, vertigini e svenimenti. Questi sono solo alcuni dei sintomi derivanti dalla Fobia, una grande paura per qualcosa di specifico, una paura intensa che può venire anche solo al pensiero dell’oggetto fobico. La persona con questo disturbo cerca di evitare le situazioni in cui la Fobia Specifica si manifesta per non essere preda di un attacco di panico.

Le fobie sono i disturbi psichici più comuni. Si stima che colpiscano fino all’undici per cento della popolazione. Esiste una lista infinita di Fobie. Dall’Agorafobia (paura di luoghi molto spaziosi e aperti e affollati) all’Aracnofobia (paura dei ragni), dall’Aviofobia (paura di prendere l’aereo) alla Claustrofobia (paura dei luoghi chiusi) fino ad arrivare a quella che ci interessa di più: l’Odontofobia.

Ma qual è la natura di queste paure?

L’origine delle fobie a volte è oscura ma più spesso il fattore scatenante è un trauma magari dovuto ad una esperienza scioccante che può essere nascosta e di cui non si ha ricordo. Ma esiste anche una predisposizione genetica: parenti di primo grado di fobici hanno un’alta probabilità di sviluppare lo stesso problema.

E’ utile specificare che la fobia, a differenza della paura che si manifesta per un effettiva situazione di pericolo o stress, è una risposta ad un qualcosa avvertito come pericoloso solo dalla persona fobica ma al quale la maggior parte delle persone reagirebbe con indifferenza o bassi livelli di ansia. La Fobia sfugge al controllo volontario. Non si è, infatti, in grado di controllare le alterazioni del sistema nervoso autonomo quali il battito cardiaco, respirazione, pressione sanguigna, sudorazione, temperatura, tensione muscolare.

Il malessere indotto da queste alterazioni produce una fuga dalla situazione temuta per cui l’individuo mette in atto una strategia di emergenza prevedendo, in modo accurato, tutte le situazioni che lo possono mettere in ansia evitandole con estrema meticolosità. Ovviamente la sua vita sociale è fortemente compromessa.

Il trattamento delle fobie, se non complicato da altri disturbi psicologici, e prevede primariamente un percorso di psicoterapia cognitivo comportamentale di breve durata (spesso entro i 3-4 mesi).